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Febbraio 1988. Nasce il Telefono Rosa. Strumento temporaneo di ricerca volto a far emergere attraverso la voce diretta delle donne, la violenza "sommersa", di cui non si trova traccia nei verbali deglio operatori sanitari o delle forze dell'ordine. In una minuscola stanza cinque volontarie con il semplice ausilio di un quaderno e di una penna si alternano nell'ascolto di innumerevoli donne che chiamano da tutta Italia. E' un ascolto attento e solidale che qualifica il Telefono, fin dal suo nascere, come una nuova forma di servizio sociale. La violenza, che colpisce la donna nella sua specificità, è enormemente diffusa a vari livelli e in qualsiasi ambito sociale, e nasce spesso proprio all'interno di quegli istituti comunemente sentiti rassicuranti come la famiglia, la scuola e il luogo di lavoro: questo è l'allarmante dato rilevato dal Telefono Rosa insieme alla constatazione che l'informazione è ciò che più manca alla donna. Telefono Rosa diventa un vero e proprio servizio a disposizione di tutte coloro che vogliono spezzare la catena del silenzio e del sacrificio, alleati indispensabili della cultura della violenza. Organizza una consulenza legale settimanale, perchè l'acquisizione dei propri fondamentali diritti umani e civili, così come la conoscenza dei mezzi esistenti per ristabilirli, qualora vengano violati, appare la condizione essenziale per uscire da una situazione di sopraffazione e prevaricazione. Febbraio 1999. Trecentocinquantamila donne si sono rivolte al Telefono Rosa per raccontare le loro storie di ordinaria violenza fisica, psicologica, economica, per parlare del loro disagio esistenziale, per testimoniare l'impossibilità di accettare le regole di un universo maschile. Dall'altra parte del filo sempre loro, le volontarie, non più cinque ma sessanta, pronte ad informare, orientare, segnalare. Si sono costituite fin dal 1990 in Associazione Nazionale del Telefono Rosa, si sono date una organizzazione: la loro competenza, messa alla prova da una casisitica ampia ed estremamente diversificata, è cresciuta nel tempo grazie all'istituzione di corsi interni di formazione. Oggi l'Associazione è in grado di fornire una consulenza varia e specifica. Accanto alle avvocate; le consulenti bancarie, le psicologhe e le mediatrici familiari. L'attenzione costante dei massmedia; la formazione di un comitato di sostegno composto da donne che occupano posizioni chiave nel mondo della cultura, della politica e delle istituzioni: una nuova sede assegnata dal Comune di Roma, dove è più agevole accogliere le donne che vengono a raccontare le loro storie: quattro linee telefoniche. Tutto questo ha contribuito a trasformare un servizio caratterizzato dall'emergenza in un vero e proprio strumento. Parallelamente a tale evoluzione è maturata l'esigenza di una riflessione allargata, di una indagine che scandagli la violenza nella sua genesi e nelle sue manifestazioni. In tal senso, partendo dalle testimonianze dirette delle donne, l'Associazione elabora ogni anno una ricerca sulla fenomenologia della violenza, all'interno e all'esterno della famiglia, il cui fine ultimo è la denuncia di questa grave piaga sociale all'opinione pubblica per una efficace opera di prevenzione. Prevenire la violenza è anche ciò che si propongono i corsi di formazione-informazione su sessualità, salute, diritti delle donne, organizzati dall'Associazione ed aperti a chiunque voglia partecipare. Combattere la violenza è importante, fondamentale è impedire che nasca e disinnescare i meccanismi che l'attivano. Telefono Rosa nasce: nel febbraio del 1988 Associazione Nazionale Telefono Rosa: nasce nell'estate del 1990 Numero attuale di operatrici: 60 Servizio telefonico: dal lunedì al venerdì ore 10-13 16-19 Consulenze: legale, bancaria, psicologica, mediazione familiare. Numero di donne che si sono rivolte al servizio: 350.000 Provenienza delle telefonate: Italia e Paesi europei (prevalentemente Svizzera e Germania). |
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